Canzone Segreta
Serena Rossi, conduttrice di “Canzone Segreta” (Rai)

Come vi avevamo già preannunciato, “Canzone Segreta”, ha avuto ufficialmente inizio ieri sera, in prima serata, su Rai 1.

RECENSIONE

Difficile fare una recensione oggettiva e mirata dopo solo la prima puntata, ma certamente si possono già iniziare ad intravedere i pregi ed i difetti di questo nuovo programma (in realtà come vi avevamo già detto, ripreso da un format francese) .

Sette grandi protagonisti della televisione italiana, si sono alternati sulla poltrona posta al centro dello studio, assistendo alla loro “Canzone Segreta”: una sorta di breve descrizione della loro vita artistica e personale, ripercorsa insieme a parenti, amici e colleghi di lavoro. Tutto molto bello, ma solo in teoria. Ed ora vi andiamo a spiegare perché nella pratica, molte cose non hanno funzionato. Ospiti di questa prima puntata: Luca Argentero, Marco Tardelli, Virginia Raffaele, Carlo Conti, Veronica Pivetti, Franca Leosini e Cesare Bocci.

Tutto, dannatamente lento

La lentezza del programma è imbarazzante. Macchinoso, a tratti monotono (come ad esempio nella presentazione della sorpresa), i punti morti prima che la performance vada in scena sono noiosi e mal riempiti. Sia chiaro, il format è questo, anche nella versione francese, ma sono “conditi” a dovere e risultano molto più scorrevoli rispetto alla versione italiana andata in onda ieri sera. I telespettatori sono quasi invitati a cambiare canale durante un’attesa lunga e vuota. Il pubblico che urla dalle tenebre è a tratti fastidioso ed irritante, ed è quasi l’unico condimento ad un momento che altrimenti sarebbe completamente lasciato a se stesso.

Franca Leosini
Franca Leosini, mentre attende la sua “Canzone Segreta”, citando Oscar Wilde (Rai)

L’emozione dovrebbe fare da padrona, ma dov’è?

Un programma che basa la sua esistenza sull’emozione, sull’empatia, sulla condivisione di storie e sentimenti. C’è un piccolo problema, questo non traspare al di là dello schermo. Le storie ed i legami che intercorrono tra il protagonista e chi va in scena per omaggiarlo sono narrate poco e male. In qualche caso non si capisce nemmeno quale sia realmente il rapporto che li lega. Spesso amici e parenti (specie non famosi) vengono catapultati sul palco in una passerella impalpabile e asettica. Non cantano, non ballano, non si muovono, non parlano.

Scoprire storie

Scoprire le storie dei personaggi protagonisti, assieme all’emozione, dovrebbe essere carattere fondante del programma. Vengono raccontate? Si, ma non abbastanza. Non si scende mai nel dettaglio toccante, in quel quid capace di entrare in contatto con l’anima dello spettatore, ed il tutto resta lì, buttato nel vento. Senza che l’emozione, magari davvero provata dal protagonista, trapassi oltre lo schermo del televisore.

Luca Argentero
Luca Argentero e la sua compagna Cristina Marino (Web)

Tante chiacchiere fini a se stesse

Le chiacchierate post sorpresa poi sono caotiche, spesso inutili e lasciate un po’ troppo al caso. Talvolta gli ospiti sono addirittura abbandonati a se stessi, ignorati, messi in un angolo (vedi la povera Cristina D’Avena nell’omaggio alla Raffaele). Si genera una sovrapposizione di voci e pensieri, quasi come se fossero ad una rimpatriata tra amici, in cui ovviamente però il pubblico da casa capisce poco o nulla. Lo spettatore non vede l’ora che finiscano di parlare e che si passi quanto prima all’ospite successivo, sperando in un briciolo di emozione in più, restando puntualmente deluso.

Un Carramba versione VIP?

Sembra quasi una specie di “Carramba che Sorpresa” in salsa VIP, dove però non si raggiungono mai le vette emotive del celebre programma della Carrà.

Una conduzione incerta

Serena Rossi, conduttrice della serata, prova a mantenere a galla il tutto, ma fa fatica, e per colpe non del tutto sue. La macchinosità del programma la mette in difficoltà ogni volta, lei resiste caparbia, ma non spicca. I momenti più alti si toccano solo nel finale, quando lei canta “Che sarà”, dedicandola al nonno emigrato dal Molise (originario di Montefalcone nel Sannio, CB). Ed è proprio qui il problema più grande, la chiusura doveva essere la ciliegina sulla torta di una serata emozionante, ed invece è stato quello il momento emotivamente più alto dell’intera serata.

Serena Rossi
Serena Rossi dedica “Che sarà” a suo nonno (Web)

Un pregio però c’è

Quale? la voglia di osare di “Mamma Rai”, che, al contrario della concorrenza, si lancia, prova, sperimenta, anche con il rischio di cadere (come è probabile che avvenga con questo programma). Uno sforzo che va assolutamente apprezzato ed incoraggiato.

Conclusioni e ascolti tv

Insomma, di questa prima puntata di “Canzone Segreta” c’è ben poco da salvare. Il format di per se ha enormi potenzialità, che tuttavia sono rimaste del tutto inutilizzate. Confidiamo che in RAI si siano accorti dei difetti di questo inizio assai poco gratificante, e, nelle prossime puntate, pongano rimedio aumentando quella dose di pathos, emozione ed empatia che sono completamente mancate ieri sera.

La prima puntata ha registrato il 19,3% di share con quasi 4,2 milioni di telespettatori. Un inizio assolutamente incoraggiante, ma che va visto sia in luce di una concorrenza piuttosto scarsa (su canale 5 andavano in onda le repliche delle repliche di Ciao Darwin) e sia con il così detto “effetto curiosità”, da tenere sempre molto in considerazione quando si tratta di un programma completamente nuovo. Verosimilmente la prova del nove, a livello di ascolti tv, “Canzone Segreta” lo avrà soltanto nella puntata di venerdì prossimo.

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4 pensiero su “RECENSIONE | Una “Canzone Segreta” che non decolla”
  1. I visibili sforzi di Serena Rossi purtroppo non sono abbastanza per rendere la visione di questo programma piacevole, la struttura fin troppo semplice cerca di stuzzicare la curiosita’ dello spettatore ma invano invece stuzzica la noia monotona che si ripete ad ogni invitato, per me’ un vero flop da sospendere immediatamente almeno per non bruciare la carriera della brava e bella Serena Rossi.

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