Fulminacci - Tante care cose | Recensioni | SENTIREASCOLTARE
La cover dell’album “Tante Care Cose” di Fulminacci

“Tante Care Cose” è il secondo album del giovanissimo Fulminacci, che a soli 23 anni ha avuto l’onore di calcare il palco di Sanremo. Lui come tanti fa parte dell’ emergente scena indie, ed in pochi anni è riuscito a catturare l’attenzione di un pubblico sempre crescente, specie tra i giovanissimi.

L’album è un chiaro richiamo all’affettuoso saluto di una zia lontana e magari un po’ in là con gli anni. Un invito al ricordo di quei rapporti spesso lontani, ma al tempo stesso piacevoli, quella sorta di rapporto agrodolce tra presente e passato, di cui oggi per molti resta soltanto un lontano ricordo. Si tratta di un titolo positivista, un augurio per superare anche questo momento particolare. Pensato come inno all’amicizia, per l’ artista è anche un ringraziamento alle generazioni precedenti che hanno lottato per le nostre libertà, per quella che noi consideriamo normalità.

Dentro i brani

Un esempio lampante della filosofia di questo album, è il brano “Giovane da un po’ “, che narra di una lettera scritta ad un settantenne da parte dell’ autore. Un ringraziamento alla vecchia generazione al quale lui è grato e che invidia per la volontà, la grinta e il coraggio che proprio quella generazione ha avuto per aggrapparsi alla vita con le unghie e con i denti. La generazione che ha affrontato la guerra, quella vera.

C’è ovviamente “Santa Marinella” portato a Sanremo. Dove omaggia, come già fatto negli EP precedenti, Roma, la sua città. Città eterna che ha ispirato e continua ad ispirare artisti come lui, descritta dallo stesso come un luogo estremamente motivante per chiunque voglia scrivere, disegnare, creare.

Traccia di spicco dell’intero album è certamente “Un fatto tuo personale”. Una palese critica alla società contemporanea. In questo pezzo Fulminacci abbraccia anche i timori di una generazione in crisi, tra valori vecchi e nuovi.

“Un misto di quello che succede fuori e dentro di me.”

Fulminacci

Conclusioni

Tutto sommato “Tante Care Cose” è quindi un album pieno di novità e freschezza, impregnato di un sound sempre molto frenetico ed energico. Anche la cover dell’album stesso è molto innovativa, realizzata mediante l’utilizzo dell’A.I. (Intelligenza Artificiale) ed attraverso l’utilizzo di software e tools che usano metodi di machine learning conosciuti come “generative adversarial network” (GAN). Il risultato è un qualcosa d’inaspettato. Tutte le immagini generate sono spesso disorientanti perché sembrano così simili al mondo esterno che ci circonda ma, con un secondo sguardo, si trasformano in qualcosa di sconosciuto, nuovo, che fa paura ma affascina al tempo stesso.

VOTO 4/5

Che ne pensate? lo avete già ascoltato? Vi lasciamo con la tracklist di “Tante Care Cose”.

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