Demi Lovato recensione
Copertina del nuovo album di Demi Lovato

Demi Lovato apre il suo settimo album in studio con un avvertimento. Non in senso letterale, ma attraverso un trio di materiale profondamente coinvolgente che lo distingue da qualsiasi suo precedente lavoro collettivo.

La tracklist ufficiale di Dancing With the Devil … The Art of Starting Over lo etichetta come “Prelude” – tre canzoni in diretto riferimento all’overdose di droga quasi fatale dell’artista nel 2018. Ma per iniziare un album con un’agonia così straziante, come si sente su “Anyone”, è un rischio che va oltre le semplici presentazioni. È un invito all’azione, un appello a ricordare il passato e portarlo delicatamente nel presente.

Tracklist

  1. Anyone
  2. Dancing With The Devil
  3. ICU (Madison’s Lullaby)
  4. Intro
  5. The Art Of Starting Over
  6. Lonely People
  7. The Way You Don’t Look Me
  8. Melon Cake
  9. Met Him Last Night (feat. Ariana Grande)
  10. What Other People Say (feat. Sam Fischer)
  11. Carefully
  12. The Kind Of Lover I Am
  13. Easy (feat. Noah Cyrus)
  14. 15 minutes
  15. My Girlfriend are My Boyfriend (feat. Saweetie)
  16. California Sober
  17. Mad World
  18. Butterfly
  19. Good Place

Dentro i brani

Demi Lovato non risulta più riluttante a parlare del suo passato ed è ora vista come una pop star che è adesso pienamente capace di affrontare i demoni del passato, disposta a condividere con un pubblico di milioni di persone lotte intensamente personali con la tossicodipendenza e i disturbi alimentari. Eppure la sua musica del passato ha spesso evitato di affrontare qualcosa di specifico. I singoli precedenti come “Cool for the Summer” e “Sorry Not Sorry” l’hanno spesso cementata come un’ emblema di fiducia in se stessi, anche se ora abbiamo appreso che l’energia della Lovato verso il pubblico in quel periodo era del tutto falsa ed artefatta, e che oggi le cose sono drasticamente cambiate.

Dancing With the Devil è senza ombra di dubbio l’album più bello di Demi Lovato fino ad oggi, e lo affermiamo con tutta la sincerità del mondo. Il disco pur essendo estremamente personale, non è privo di ritmi ballabili o canzoni pop che sollevano l’umore; al contrario, l’artista è altrettanto felice di parlare dei suoi momenti, tanto di quelli alti quanto di quelli più bassi. Nella fresca e ariosa “The Art of Starting Over”, addirittura si meraviglia della sua ritrovata ammirazione per la vita e per se stessa.

È impossibile visualizzare qualsiasi brano di Dancing With the Devil come estraneo agli ultimi anni vissuti dalla Lovato, specialmente se questo è stato accompagnato con un documentario che porta lo stesso nome, ed uscito la scorsa settimana sulla tv americana. Per la maggiore, avere così tante canzoni personali e dettagliate va senz’altro in favore dell’artista. Le intuizioni raccolte dai suoi pensieri e dalle sue emozioni, rendono le canzoni più cupe quelle più coinvolgenti, questo accade ad esempio in “Melon Cake”. Non mancano le canzoni strappalacrime come “Easy”, mentre “My Girlfriends Are My Boyfriends” tenta di iniettare una dose di women power a chiunque l’ascolti.

Una nuova esplorazione di se stessa

19 tracce all’interno di un album sono spesso un rischio, ed è davvero difficile somministrarle tutte al pubblico in un colpo solo, attraverso un lavoro di qualità e coinvolgimento costante, ma l’artista sembra aver accettato il rischio, colpendo l’obiettivo. La Lovato è più disposta a sperimentare, sia attraverso la sua musica che con la sua voce, che risulta ora versatile come non mai. La sua graffiante e inquietante cover di “Mad World” dei Tears For Fears è straordinaria, portando il testo distorto della canzone in primo piano per cantare con un dolore doloroso e struggente. Sta persino abbracciando l’esplorazione della sua sessualità, come si sente nella divertente “The Lover I Am”, e come da lei recentemente ammesso riguardo la sua pansessualità.

Ciò che Demi Lovato esamina di più, però, è la realtà che fa riflettere sul fatto che il suo (nuovo) viaggio è appena iniziato, come canta in “California Sober”: un senso di fiducia è ancora parte integrante del suo essere durante Dancing With the Devil, ma si manifesta in modo diverso. L’album si chiude infine con “Good Place”, dove l’artista assicura delicatamente ai suoi fan il suo benessere. Non è una dichiarazione finale della sua felicità, ma piuttosto un riconoscimento dolce e contento che il suo posto potrebbe benissimo cambiare nel tempo, una risposta curativa al suo avvertimento iniziale.

Conclusioni

Insomma, Demi ha davvero raggiunto il suo nuovo apice con questo notevole album, probabilmente il suo capolavoro, l’album della carriera. Certamente le auguriamo enormi successi e di raggiungere vette ancora più alte, ma soprattutto di godersi una ritrovata serenità, o meglio una felicità vera ed autentica.

Voto 4/5

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