Neffa AmarAmmore
La copertina di “AmarAmmore”, il nuovo album di Neffa

Dopo sei anni di assenza, Neffa è tornato a far musica. E come è tornato? in modo del tutto sorprendente, spiazzante, contro ogni logica di marketing. Lo fa con “AmarAmmore”: un album che spinge verso l’estremo ogni sperimentazione, che strizza l’occhio alla più recente modernità musicale ma senza tralasciare la tradizione, le origini, la lingua partenopea (e dintorni).

Un disco in napoletano

E si, proprio così. “Amarammore” è un disco completamente in napoletano (tranne nel singolo “Aggio Perzo ‘o Suonno, assieme a Coez, dove il rapper romano di origine napoletana canta in italiano). Ma allora cosa c’è di nuovo ed innovativo in questo? Beh, c’è nel suono: moderno, intriso dall’urban tipicamente americano (o volendo vederla in chiave nostrana che si rifà tanto a Liberato). Per dirla in parole povere è come ascoltare Drake in lingua napoletana (certamente con una vocalità ed un groove del tutto differente). Assurdo vero? eppure è così.

Tracklist

L’album è composto da 12 tracce con tre collaborazioni: Coez, Livio Cori e Rocco Hunt, ecco la tracklist:

  1. Fujevo
  2. Aggio Perzo ‘o Suonno (feat. Coez, prod. TY1)
  3. Piccerè
  4. Affianc’a Te
  5. Nn’è Cagnato Niente (feat. Livio Cori)
  6. T’Aggia Verè
  7. Si Me Salve Tu
  8. AmarAmmore (feat. Rocco Hunt)
  9. Catene
  10. Saccio Ca Putesse
  11. Speranza
  12. N’Abbraccio

Dentro i brani

Come detto, le 12 tracce di questo “innovativo” album di Neffa spaziano all’interno di un mix tra elettronica, sintetizzatori, urban e tanto autotune. Il tutto intriso di un carattere tipicamente neomelodico, quest’ultimo più o meno spiccato all’interno delle varie tracce.

L’album si apre in modo non troppo convincente con “Fujevo”, una traccia che introduce all’interno del nuovo mondo di Neffa, talmente assurdo da spiazzare, ma che poi convince di più ascolto dopo ascolto.

Spazio poi al già citato “Aggio Perzo ‘o Suonno”, il singolo che stiamo ascoltando già da qualche tempo in radio, e che riporta ad un Neffa già più conosciuto, rassicurante, coinvolgente. Anche grazie al featuring con Coez.

L’album prosegue, e ci riporta nella sperimentazione più totale: estraniante, assurda, ma coinvolgente. Il disco invoglia a continuare ad ascoltarlo, per carpirne nuove sfumature, suoni differenti e forse alla ricerca di qualcosa di meno estremo, ma non lo si trova mai.

Interessanti le collaborazioni anche con Livio Cori (Nn’è Cagnato Niente) e la traccia che da il nome all’intero album, realizzata con Rocco Hunt (AmarAmmore). Forse un paio di collaborazioni in più avrebbero arricchito questo nuovo sperimentale lavoro discografico.

Pregi e difetti

C’è senz’altro da fare un plauso a Neffa, che ha osato tornare nel mondo della musica italiana in chiave estremamente moderna, contro ogni logica di mercato. Un mercato che non ha nessuna chance di sfondare, di vendere, di rompere record, di catturare quanta più gente possibile. Ma per dirla in napoletano: Neffa se n’fotte! Ed è proprio questa la chiave di lettura di quest’ “AmarAmmore”: il lanciarsi in qualcosa di nuovo, inatteso, inaspettato, fuorviante.

Il problema vero però è uno: chi ascolterà quest’album? una domanda al quale risulta davvero complicato rispondere. La generazione Z forse? difficile, la lingua napoletana poco intriga il pubblico dei giovanissimi, se non quelli di Napoli e dintorni o poco oltre. Allora potrebbe piacere agli amanti della musica neomelodica? complicato anche questo: i suoni troppo moderni, l’autotune, l’urban, spiazzano eccessivamente il pubblico amante della musica tradizionale napoletana e dei cantanti neomelodici più recenti. E allora chi? Eh chi, è complicato dirlo, probabilmente un pubblico trasversale ma estremamente di nicchia, ghettizzato in chi ama Neffa a prescindere e poco oltre.

Conclusioni

Quest’ “AmarAmmore” è un album per pochi. Un lavoro discografico che difficilmente riesce a catturare dalla prima all’ultima traccia. Ma siamo certi che questo Neffa lo sa, consapevole di aver realizzato un album estremamente sperimentale, quasi un gioco lanciato lì per vedere l’effetto che fa, senza tante pretese, né tantomeno grandi aspettative di vendita. Una semplicemente espressione personale, una voglia di omaggiare origini e radici, senz’altri particolari obiettivi.

VOTO 3/5

Voi l’avete ascoltato? che ne pensate? fatecelo sapere commentando l’articolo o sui nostri social (link in alto della HOME).

2 pensiero su “Neffa, “AmarAmmore” – Recensione”
  1. Recensione molto superficiale, sicuramente di chi l’ha ascoltato in modo superficiale, il disco merita parole migliore, è un ottimo disco, sperimentale si, ma molto intenso e con suoni di altissima qualità.

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