Recensione: FRANCO 126 – “Multisala”
La copertina di “Multisala”, il nuovo album di Franco126

Per chi non lo conoscesse, introduciamo brevemente Franco126. All’anagrafe è Federico Bertollini, è un cantautore e rapper romano, un nome di spicco nell’ultimo periodo, soprattutto nella scena indie. Classe 1992, inizia sin da giovane la sua carriera musicale, proprio nel capoluogo romano dove, con gli amici e colleghi Ketama126, Drone126, Asp126, Pretty Solero e Gordo, forma il collettivo 126 CXXVI (da cui prende il nome, 126 sono gli scalini della Scalea del Tamburino, a Trastevere), poi diventato Lovegang. 

Con loro gira i locali di Roma cominciando a diventare noto nel settore, tanto che viene notato da Carl Brave e con lui forma un duo chiamato Carl Brave x Franco126. I due pubblicheranno insieme molti singoli di successo prima di sciogliersi, tra cui il disco “Polaroid” che vale a entrambi un disco di platino. 

Nel 2018 l’avvio della carriera come solista, abbandonando le tinte rap e hip hop e dirigendosi verso la carriera il cantautorato. Ed ecco i singoli “Frigobar”, “Ieri l’altro” e “Stanza Singola”, in duetto con Tommaso Paradiso, e poi un primo album da solista intitolato “Stanza Singola”, uscito nel 2019. 

Dopo diverse collaborazioni, a fine 2020, Franco126 torna a cantare il singolo “Blue Jeans”, in coppia con Calcutta e “Nessun Perché”, che saranno contenuti in questo nuovo album “Multisala”. 

L’album

“Multisala” perciò è il secondo disco di Franco, dieci brani che mescolano una certa nostalgia per la canzone all’italiana anni 70, anzi è stato proprio pensato per omaggiare Califano ma soprattutto quel gusto da cantautorato romano senza però essere legato a doppio nodo con Roma. Così il disco è fruibile da tutti e tutti possono apprezzarlo a pieno.  

Dell’indie pop contemporaneo rimane la voce bassa e sbiascicata di Franco: interpreta così la malinconia della quotidiana vita romana, tra romanticismi e istantanee di vita moderna.  

Tracklist

  1. Che senso ha
  2. Blue Jeans (feat. Calcutta)
  3. Miopia
  4. Simone
  5. Vestito a fiori
  6. Maledetto tempo
  7. Accidenti a te
  8. Nessun Perché
  9. Ladri di sogni
  10. Lieto fine

Recensione

L’album appare come diviso in tre: ogni parte ha una sua ispirazione e un suo obbiettivo anche se poi questa divisione (forse non voluta) lo rende un pò troppo disconnesso. Il mood generale è quello rilassato e malinconico ma non mancano le incursioni pop.

Dentro i brani

Il disco comincia con un pezzo che rimanda a Calcutta, “Che Senso Ha”, quell’indie pop che piace tanto alle radio e alle classifiche, seguito dal singolo “Blue Jeans” proprio con la collaborazione di Calcutta e da quella che sarebbe potuta diventare una hit con Carl Brave, “Miopia”. Franco126 sceglie di aprire l’album proprio con tre pezzi perfetti per diventare hit radiofoniche, orecchiabili e con una produzione abbastanza potente.  

La nostalgia anni 70 comincia proprio con pezzi come “Simone”, “Vestito a fiori” e “Maledetto tempo”. E’ qui che vediamo proprio il cuor del disco: tre pezzi in pieno stile cantautorato anni 70 senza però alcun tipo di modernità. Le canzoni sarebbero potute essere scritte in quegli anni.  

Adesso tocca alla sperimentazione, solo musicale, del disco. “Accidenti a te” che è un’altra possibile hit estiva dal piglio da tormentone pop. Si, pop di quello vintage, ma pur sempre pop. C’è il funk di “Nessun perché”, la disco music di “Ladri di sogni”, per chiudere con una nuovamente malinconica “Lieto fine” che si ispira ancora ai cantautori popolari di 40 anni fa.  

PREGI E DIFETTI

“Multisala” è un disco quanto mai senza identità: o meglio la sua identità ci viene spiegata ma non la vediamo. Stiamo sentendo di tutto: indie alla Calcutta, pop, radiofonico e “commerciale”, cantautorato anni 70 che non aggiunge nulla di contemporaneo, quindi propriamente anacronistico, ma anche delle sperimentazioni funk e disco, sempre anni ‘70.  
Romanticismo, romanità, ispirazione anni ‘70, pop da classifica. Franco 126 ne esce un po’ troppo schizofrenico, senza un obbiettivo preciso ma semplicemente con un’idea per impattare le classifiche e i fan dell’indie senza dare nulla di nuovo.  

Chiariamoci, niente di particolarmente grave, ma le dichiarazioni di intenti sono importanti e da Franco 126 ancora ci aspettiamo che ci faccia sentire quello che ci ha promesso, non a parole, ma con i suoni. Un disco indie di ispirazione anni 70 così eterogeneo e “pop” come “Multisala” non è quello che ci aspettavamo.  

Voto 3/5

Che ne pensate di questo disco? avete già ascoltato “Multisala”? vi piace? fatecelo sapere commentando l’articolo sui nostri social.

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