Bebe Rexha - Musicaetv.it
La copertina di “Better Mistakes”

Il curriculum di Bebe

Quando vi abbiamo parlato del primo disco di Julia Micheals, l’avevamo introdotta come una delle poche star americane che prima di tutto sono delle autrici. A Julia si devono molte hit di Bieber e Selena Gomez, ad esempio. Bene la stessa cosa si può dire di Bebe Rexha. Cantautrice americana con origini albanesi, ormai da almeno 6 anni bazzica il music business americano che conta, ma prima di questa carriera è a lei che dobbiamo brani del calibro di “Monster” di Eminem con Rihanna ma anche tante altre hit da primo posto in classifica.  Non mancano nel suo palmares, nemmeno colonne sonore di celebri novità del mondo Disney, su tutte quella da lei prodotta per “Maleficient 2”. La sua discografia attuale vanta tre EP, e da qualche giorno due album ufficiali, l’ultimo, dato alle stampe proprio il 7 Maggio scorso, dal titolo “Better Mistakes”

L’album

Secondo quanto dichiarato dall’artista alla rivista People, l’intero album si basa sulle sue insicurezze. Quest’ultimo lavoro discografico parla di temi delicati, quali: la salute mentale, l’amor proprio, l’atto di “autosabotaggio” della propria vita, il sentirsi poco adatti per una relazione e più in generale tutto ciò che si è trovata ad affrontare nella vita reale nel periodo in cui ha lavorato al progetto. 

Un tema sicuramente importante ed estremamente personale, che ci fa capire il lato debole del carattere della ragazza, che ha difficoltà a vivere serenamente la propria vita, con i propri errori e le proprie insicurezze.  

Fin dall’inizio la giovane artista ci ha abituati a vederla affrontare tematiche spesso complicate, sicuramente potenti, con la leggerezza del pop e dell’elettro-pop. In “Better mistakes” cerca di compiere un ulteriore step verso questa direzione.  

Tracklist

  1. Break My Heart Myself (feat. Travis Barker)
  2. Sabotage 
  3. Trust Fall
  4. Better Mistakes
  5. Sacrifice
  6. My Dear Love (feat. Trevor Daniel & Ty Dolla $ign)
  7. Die For a Man (feat. Lil Uzi Vert)
  8. Baby, I’m Jealous (feat. Doja Cat)
  9. On the Go (feat. Lunay & Pink Sweat$)
  10. Death Row
  11. Empty Lyrics
  12. Amore (feat. Rick Ross)
  13. Mama

Recensione Bebe Rexha “Better Mistakes” – Dentro i brani

Break My Heart Myself

Già con “Break My Heart Myself”, la traccia d’apertura, realizzata in collaborazione con Travis BarkerBebe ci dice di essere depressa, di prendere psicofarmaci. Compie una confessione personale che va ad amalgamarsi a quel sentimento globale caratterizzato da depressione e ansia, causato dalla pandemia. E’ il primo singolo e musicalmente siamo all’interno del mondo pop elettronico, meccanico e midtempo che non c’introduce in grandi novità sotto questo punto di vista. 

Sabotage e Baby, I’m Jealous

“Sabotage” è il terzo singolo, siamo ancora nel pop, stavolta però in una chiave molto più intimista. Ed è qui che l’artista ci spiega il prima citato “autosabotaggio” che la porta ad una profonda insoddisfazione. Con “Better Mistakes” e soprattutto nel brano “Baby, I’m Jealous”, realizzato con la collaborazione della sempre più onnipresente Doja Cat, si balla, ci si diverte, ma restiamo ancora in quel mondo pop classico e senza novità alcuna.

Death Row, Empty e Amore

L’unico guizzo finalmente, lo abbiamo con “Death Row”, il tutto ad una manciata di canzoni dalla fine dell’album: un pezzo si pop ma che sfocia in melodie dal velato sapore folk. Per intenderci potrebbe benissimo rientrare in un disco di KT Tunstall o di Amy McDonald. Ed è qui che troviamo un passo avanti all’interno della sfera musicale della giovane cantante, è proprio qui che Bebe ci dimostra quanto riesce a fare di più se solo lo volesse. Nella parte finale dell’album infatti i tentativi non mancano: anche la ballad “Empty” è più che valida, seppur stavolta il tentativo risulta più un esperimento fallito piuttosto che uno ben riuscito, ma è da apprezzare lo sforzo. Il disco si chiude con il pezzo dal titolo dal sapore italiano: “Amore”, in cui la cantante e Rick Ross compiono un sample della celeberrima “That’s Amore” di Dean Martin, senza un minimo di ironia e leggerezza. Solo la famosa melodia, con un testo opportunamente rielaborato, per parlare di gioielli e materialismo, come piace al mercato discografico hip-hop urban made in USA. Era necessario?

PREGI E DIFETTI

Quello che esce fuori da questo “Better mistakes” è che Bebe Rexha è una macchina da guerra in quanto a vocalità, timbrica e scrittura. Ma all’album manca un senso di progresso rispetto ad “Expectations”, il primo disco, soprattutto dal punto di vista musicale. Niente ma proprio niente che faccia risaltare il pur evidente talento di Bebe che si limita a fare il compitino assegnatole, senza compiere quel salto al livello successivo che sinceramente ci aspettavamo. Peccato! 

Voto 3,5/5

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