Deddy, "Il Cielo Contromano" è il primo EP - Recensione - Musicaetv.it
La copertina de “Il Cielo Contromano”, il primo EP di Deddy

Deddy, “Il Cielo Contromano”

“Il Cielo Contromano” è il titolo del singolo di punta del nuovo album di Deddy, da cui prende il nome anche la raccolta stessa. Il lavoro discografico realizzato da Warner Music, è composto da sette tracce, e frutto del cammino del giovane cantautore all’interno della scuola di Amici, da cui anche i suoi compagni di avventura Sangiovanni, Tancredi ed Aka7even hanno pubblicato i loro primi lavori discografici.

Tracklist

Come detto, l’album è composto da sette tracce, alcune delle quali già ascoltate all’interno del talent ideato e condotto da Maria De Filippi:

  1. La prima Estate
  2. Il Cielo Contromano
  3. 0 Passi
  4. Ancora in due
  5. Come Mai
  6. Parole a Caso
  7. Buonanotte

Dentro i Brani

Ad aprire l’album è “La Prima Estate”. Come dice il titolo stesso, è un brano dalle vibes estive che descrive le emozioni di una giovane coppia, alle prese per l’appunto, con la loro prima estate insieme. Segue il singolo di punta dell’intera raccolta discografica: “Il Cielo Contromano” è un pezzo decisamente più poetico e delicato, vengono da se i richiami al cantautorato moderno stile Ultimo, ma con una musicalità più all’avanguardia e meno strumentale. Spazio poi ad un altro pezzo già ascoltato nel corso del talent: “0 passi”, anche qui il romanticismo è al centro del testo ed i suoni analogici fanno da padroni incontrastati. “Ancora in due” è una ballad che mostra un ulteriore lato delle capacità vocali ed interpretative del giovane cantautore. Chiudono il disco “Come Mai”, “Parole a Caso” e “Buonanotte”.

Pregi e difetti

Uno dei pregi di quest’album è senz’altro la voglia di mostrare il vero volto artistico di Deddy, accettando consapevolmente di non avere vere e proprie hit capaci di sfondare le classifiche. Ed è senz’altro una scelta coraggiosa e di personalità che va premiata e sottolineata. Il difetto più grande di questo disco? senza ombra di dubbio l’eccessiva somiglianza tra un brano e l’altro, dal quale non risulta semplicissimo cogliere le sfumature dei testi, sì presenti, ma che si confondono tra accordi semplici e ripetitivi all’interno dei vari pezzi. Ecco, se c’è qualcosa che manca è proprio un brano che si discosti in modo nitido dagli altri, che catturi l’attenzione, che si prenda la scena all’interno di una raccolta eccessivamente piatta, seppur molto personale. Il che è sempre da apprezzare.


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