Daya, "The Difference" - Musicaetv.it
La cover di “The difference”

Daya, “The Difference”

Cinque anni dopo il suo debutto, Daya è tornata con il suo secondo EP, “The Difference”. Terzo prodotto discografico in carriera, con questo disco la ragazza decide di cambiare rotta e farsi conoscere meglio, secondo altri lati finora qui proposti.

Per chi non la conoscesse Daya deve la sua fama alla super hit del 2016, “Don’t let me down” assieme ai The Chainsmoker. Da lì i primi riconoscimenti, come il Grammy Awards un nano dopo, il primo Ep e poi l’album nel 2019. Daya classe 1998 si era finora presentata come una stupenda cantautrice dalla vocalità ampia e cristallina perfetta come vocalist nelle hit elettro pop, ma con “The difference” è appunto arrivato il momento di mostrare la differenza.

L’album

Ciò viene fatto a partire da un drastico restyling che presenta una versione più autentica della giovane cantautrice pop. Dimostra quindi una certa maturità dai ritmi teen-pop della sua hit solista “Sit Still, Look Pretty” e si sente che sono trascorsi anni dalla dance-pop elettronica e synth.

Quello che ne viene fuori dal disco è un suono più acustico certamente, più intimista ma senza tralasciare l’elettronica, vera anima della musica di Daya.

Tracklist

  1. First Time
  2. Bad Girl
  3. Tokyo Drifting
  4. The Difference
  5. Montana
  6. Bad Girl (JVKE Remix)

Dentro i brani

I suoi testi sono anche più fedeli a lei stessa, ci raccontano molto di lei, come evidente in “Bad Girl“, il primo singolo, i cui i sintetizzatori adatti ai club avvolgono bene il ritornello dal contenuto esplicito.

First Time” segue la scia in un mood ipnotizzante e prettamente elettronico mentre la title track amplifica questa sensazione di nostalgia da cuore spezzato aumentando il ritmo attraverso un beat quattro quarti.

In “Tokyo Drifting“, si rompe il ritmo e si rievoca un momento agrodolce e contemplativo, molto più intimista.

Si conclude infine con “Montana” in cui Daya si mette alla prova con un pezzo acustico, una tenera istantanea che la vede fuggire in un posto più caldo, che sa di casa, con la sua ragazza, la sua cowgirl.

PREGI E DIFETTI

Come si è potuto capire “The difference” nonostante la brevità, è spaccato a metà: da un lato la dance e il synth pop la fanno da padrone con un uso e abuso di autotune, dall’altra Daya si ritrova più riflessiva, più romantica, si avvicina ad una certa dolcezza e tenerezza.

E Daya in questa forma ambivalente si trova molto bene, anzi da dimostrazione di essere a suo agio nella sua pelle e libera di essere quello che è.

Con “The Difference” la cantante recupera quello che è la sua essenza e si dà il modo di crescere pienamente.

Voto 4/5

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