Copertina del singolo “Dopamina” (ph. Valentina Procopio)

Mozart fu il primo Punkettone al mondo. “Dopamina” è la confusione e la conclusione iniziale del mio album ispirato all’opera Il Flauto Magico… Naturalmente in chiave techno punk.

Bassoprofilo

Il 28 maggio scorso è uscito “Dopamina”, il nuovo singolo di Bassoprofilo per Semplicemente Dischi.

Un pezzo martellante, avanguardista, frutto di genialità mista a stravaganza, di un’essenzialità di parola che trova piena espressione nella spinta compulsiva di sonorità techno punk deliranti. Prodotto da ReiNo e Zero, “Dopamina” è l’espressione diretta di un estro risoluto, è linfa vitale che scorre nelle vene di questo artista, si rivela attraverso ritmi incessanti e si ripete in un loop ipnotico.

“Dopamina” è il nuovo brano-manifesto di Bassoprofilo e racchiude tutto ciò di cui vi andremo a parlare: il suo passato, il suo presente e il suo futuro.

Biografia

Vorrei portare la gente in qualche bolla recondita, condita da emozioni pesanti e leggere danze.

Bassoprofilo

Cesare Vitaliano, in arte Bassoprofilo, nasce nel 1992 in provincia di Catanzaro. Il giovane cantante calabrese esordisce sulla scena musicale nel 2018, con il pezzo “Atarassia”, seguito l’anno successivo dall’ omonimo album, contenente 8 tracce dal sapore techno pop.

Il 2021 segna la svolta: arriva l’incontro con l’etichetta Semplicemente Dischi e il lancio del singolo “Dopamina”, che anticipa il nuovo progetto discografico dell’artista, ispirato a “Il Flauto Magico” di Mozart.

Nel suo stile, Bassoprofilo mescola abilmente le proprie influenze punk ad una musica sintetica, sperimentale, fatta di sonorità elettroniche e psichedeliche. Non meno particolare la scrittura, che si rifà al movimento di Samuel Beckett, riprendendone magistralmente la visione dell’assurdità della vita e della mancanza di comunicazione tra gli esseri umani.

Dentro il nuovo singolo

La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dal sistema nervoso centrale, che svolge moltissime funzioni nell’organismo ed è coinvolto in numerosi processi, tra i quali: umore, sonno, motivazione, apprendimento, movimento e processo decisionale. Conosciuta anche come “ormone dell’euforia”, questa molecola viene rilasciata dal cervello all’interno del corpo, nel momento in cui lo stesso si trova a ricevere i giusti stimoli, che possono essere d’origine fisiologica (come il cibo, l’acqua, l’attività sessuale) o di natura artificiale (come le sostanze stupefacenti e la musica). Questo rilascio di dopamina attiva una serie di circuiti nervosi che danno all’essere umano una sensazione di appagamento e di piacere.

Nel nuovo singolo di Bassoprofilo, è proprio la musica l’impulso scatenante della sua “Dopamina“, la causa di quell’eccitazione, di quella frenesia che assale l’artista da dentro e lo spinge verso una sorta di tarantismo, di furore benefico.

Ad accompagnare il lancio del brano, troviamo uno straordinario ed originale videoclip, diretto da Valentina Procopio e prodotto da Francesco Leone.

INTERVISTA:

Di cosa parla il tuo nuovo singolo “Dopamina“? Raccontaci anche il videoclip.

Editorialmente parlando, questo singolo è la prefazione del mio prossimo album, di ciò che si andrà ad ascoltare in seguito nei pezzi che lo compongono. È un collage di tutte le tematiche che verranno affrontate poi nel corso del disco, che sarà diviso in due parti: la prima sarà dedicata alla musica sintetica, quasi techno, infatti “Dopamina” è un brano abbastanza spinto; la seconda, invece, sarà dedicata alla musica classica miscelata a quella sintetica, ecco perché nel singolo ci sono varie citazioni de “Il Flauto Magico“, come, ad esempio, il personaggio Papageno. Il termine “dopamina” in sé, oltre ad essere la molecola chimica, rappresenta un gioco di parole: ricorda volutamente Pamina, un’altra protagonista dell’opera di Mozart. È la figlia della Regina della Notte, Astrifiammante. Per quanto riguarda il videoclip di “Dopamina”, abbiamo scelto quella location per la sua particolarità. Il tempo in quella casa sembra essersi fermato a mezzo secolo fa, con quei colori meravigliosi sui toni del verde e del rosa.

Tra l’altro, nel videoclip indossi un costume d’epoca, da opera teatrale.

Esatto, quello è un costume barocco. La peculiarità del Barocco è mischiare tanti elementi, ghirigori, ornamenti, in qualsiasi ambito, che sia l’arte, la musica o la letteratura. Perciò io e la regista, Valentina Procopio, abbiamo detto: «diamo anche un tocco carnevalesco al tutto, proviamo a dare dei colori assurdi, giochiamocela sull’assurdità e sulla saturazione». E poi ha funzionato. Abbiamo usato occhiali da sole, luci a pulsazione bianche, per dare un po’ lo stampo del rave, che si ricollega alla scelta di mischiare musica classica e sintetica nella seconda parte dell’album.

Bassoprofilo (ph. Valentina Procopio)

Nelle sonorità ricordi un po’ Battiato. Questo artista ha influenzato la tua formazione artistica e i tuoi brani?

In “Dopamina” , in questo pezzo specifico, sì. Quelle sonorità di pop sperimentale, quei suoni acidi li ho presi da lui, come anche dai Cure, dagli Smiths e dai Joy Division. Quel post-punk a me piace, poi fuso al pop sperimentale avanguardistico, è qualcosa che amo particolarmente. Battiato, è stato per me un punto di rottura tra il rock più classico e la musica sintetica, sperimentale. Queste sonorità me le ha date lui, insieme agli altri gruppi sopracitati.

Il tuo singolo d’esordio s’intitola “Atarassia”, in cui racconti la tua visione della società, ormai fallita e priva di sentimenti. Quali valori pensi manchino oggi nella società?

Quando scrissi quel pezzo avevo un cattivo presentimento. Qualche mese dopo, purtroppo, scoppiò la pandemia. È come se la natura si fosse ripresa la sua egemonia sulla Terra e noi avessimo perso il nostro ruolo di specie predominante. Adesso questo potere è in mano a qualcosa che non riusciamo nemmeno a vedere, un virus. In “Atarassia” parlo della lotta eterna, persa in partenza, da parte dell’essere umano, nei confronti della natura. Un altro concetto presente nel brano è la mancanza di relazione e di dialogo tra le persone, dovuta tra le tante cose ai social, alla forma assunta in generale dall’informazione, che possiamo definire “a scatto”, usa e getta. Ormai la nostra attenzione è minima, passiamo da una notizia all’altra in pochi secondi, abbiamo subito bisogno di nuovi impulsi, sempre più veloci. Per cui, diciamo che è come se la maggior parte delle persone abbia messo da parte determinati valori, quei concetti eterni radicati nella società, come appunto la capacità di relazionarsi tra gli essere umani. I valori non mancano, siamo noi a non volerli più vedere in qualche modo.

Bassoprofilo (ph. Valentina Procopio)

Ti ispiri al movimento di Samuel Beckett. In che modo? Cosa vuole trasmettere la tua musica?

Beckett è considerato da tutti il fautore della scrittura assurda, che a prima vista può non avere un senso logico. In realtà Beckett era un esistenzialista, parlava del dramma umano a 360 gradi. In “Aspettando Godot“, ad esempio, vediamo due figure sotto un salice piangente, simbolo, in alcune culture, della vita e del mutamento. I due personaggi protagonisti, invece, sembrano non cambiare mai durante il corso dello spettacolo. È tutto un attendere Godot (che rappresenta Dio, la verità, la morte, il giorno dopo) che, però, non arriva mai. Quello che vorrei realizzare è far pensare all’ascoltatore, un po’ come faceva Beckett, che in un pezzo di due o tre minuti non ci sia un mutamento, quando in verità contiene tanti piccoli significati da cogliere. In un brano come “Dopamina”, ad esempio, che sembra apparentemente un loop di parole messe lì a caso, in realtà ci sono dei messaggi celati, che vanno ricercati. Nella musica esistono canzoni più immediate, che possono arrivare in maniera diretta all’ascoltatore e altre che, invece, risultano più ermetiche. Un po’ come le opere di Beckett, che vanno studiate attentamente per essere comprese. Inoltre, chi si trova davanti un brano, da un ascolto all’altro può cambiare il proprio punto di vista. È come leggere un libro, o guardare un film più volte: non è sempre allo stesso modo, rispetto alla prima volta, cambia il nostro modo di vederlo, di assaporarne i particolari. È tutto un continuo mutamento.

Cosa pensi dei talent? Parteciperesti mai ad uno di questi programmi televisivi?

Per come vanno le cose oggi in ambito musicale, il talent rappresenta una grande spinta, che può garantire per qualche tempo una visibilità altissima, finché ad un certo punto il discografico di turno non decide che hai già finito il tuo percorso e ti butta via. È capitato a tantissimi cantanti di fare successo un paio d’anni per poi essere gettati nel dimenticatoio. Alla fine è come spremere l’artista, prenderne tutto ciò di cui si ha bisogno e abbandonarlo. Quindi, il talent è un’arma a doppio taglio, è una rampa di lancio che può portare ad una discesa inesorabile. Ora come ora non lo farei, però non si può mai sapere nella vita. Bisogna decidere se mantenere una propria identità genuina, facendo una gavetta lunghissima, o se dal nulla diventare una celebrità attraverso i talent, però rischiare di cadere con la stessa velocità della salita.

Bassoprofilo (ph. Valentina Procopio)

Bassoprofilo è senza dubbio un artista capace di portare quella ventata d’innovazione di cui necessita da tempo il panorama musicale italiano. La sua voglia di sperimentare, il suo genio creativo e le sue sonorità non possono non sorprendere, soprattutto perché si intrecciano ad una profondità scrittoria di rara bellezza.

In attesa del suo prossimo album, consigliamo, a chi non lo avesse ancora fatto, l’ascolto di “Dopamina”!

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