QUASI, "Aperitivo" è il nuovo singolo - Musicaetv.it

QUASI, “Aperitivo” è il nuovo singolo

“Aperitivo” è il nuovo singolo di QUASI.

Bio

Nato a Roma nel 1991, ha avuto da sempre una profonda passione per la musica, all’età di 14 anni inizia a suonare la chitarra da autodidatta e nell’arco di poco tempo imbraccia il basso per poi iniziare a suonare nella sua prima cover band di musica punk rock.

Sempre negli anni delle superiori, conferma la sua completa predilezione nella musica trovando una forte devozione in tanti generi diversi tra loro, come per esempio il Blues ( Blues Brothers,Nine below zero…), Country (Alan Jackson), Classic rock (John Fogerty, Crosby Still, Nash , CCR). Anche nel panorama musicale italiano trova una forte propensione a cantanti poco ascoltati dai teenager come per esempio (saltando da un genere unico ed isolato ad un altro) Angelo Branduardi e Radici nel cemento.

A 19 anni si trasferisce a San Diego (California, US) e inizia a studiare Jazz History ed Engineer of Sound presso il Mesa College e ben presto inizia a suonare anche la batteria e il flauto irlandese. Proprio a San Diego trova il punto di svolta nella sua vita musicale, trovando nella Produzione la “soluzione” al suo desiderio di lavorare ad un album Punk/Rock. Inizia dunque a produrre i suoi primi brani in studio presso gli studi del college approfondendo quotidianamente le sue conoscenze.

Tornato in Italia nel 2014, trova un mondo musicale decisamente diverso da quello a cui era ormai abituato negli Stati Uniti, ovvero un mondo che fatto di grandi opportunità di vario genere; per questo motivo prende con molto rammarico la decisione di abbandonare la musica… decisione che ovviamente non riesce a mantenere per più di qualche mese e nel 2015 inizia a lavorare sul suo primo album Rap. L’idea era quella di un album con sfumature anni ’90, con i richiami del funk e tendenze molto simili a quelle degli Articolo 31. Scrive i testi, crea le strumentali implementando nei beat chitarre e armonica, campioni di Glen Miller come “Pennsylvania6500” (y: 1940) si occupa della produzione, registrazioni, mix e mastering.

A questo progetto, nel quale si mette in gioco con lo pseudonimo di “Fluzio” pubblica i suoi brani sulle principali piattaforme come Youtube e Spotify, raggiungendo con il suo primo video della canzone “Sto Arrivando” quasi 90.000 views. Nel 2016 scrive “Niente di personale” con “Lo Strego” (pseudonimo di Nicolas Burioni) sul ritornello. Sempre sotto nome di “Fluzio” nel 2018 iniza a lavorare ad un progetto di musica Rap  più “cupa” rispetto al passato, lavorando molto su Instagram e pubblicando esclusivamente su Spotify.

Molto singolare è la storia che lo vede iniziare a comporre musica Pop: mentre lavorava con due produttori ad un nuovo brano Rap che avrebbe dovuto prendere il titolo di “Emergenza”, inizia a sentire il bisogno di comporre dei ritornelli che potessero essere di facile ascolto per tutti, alternando così strofe rap molto serrate a ritornelli melodici. Il tentativo non è stato proprio dei migliori, ma proprio grazie a quella prova è nata per gioco l’idea di quello che poi sarebbe diventato dopo pochi mesi il suo primo brano pop; 

Nel 2020 parlando con un suo amico al telefono, decide di utilizzare un nuovo pseudonimo: “Quasi”. Il 9 Giugno 2021 debutta ufficialmente con Gotham Dischi con il brano “Aperitivo” distribuito da dalla nota Artist First.

Il nuovo singolo

Il cantautore Quasi, ci fa muovere con “Aperitivo”, il nuovo singolo fuori il 9 giugno per Gotham Dischi. Dopo un anno di assenza, ritorna l’ape e lo fa in gran stile. Il brano “Aperitivo”, infatti è stato scritto e pensato per l’estate. Racconta del sole romano, gli aperitivi in spiaggia e le canzoni cantate con una chitarra al tramonto. Il tutto coronato da un ritornello tipicamente estivo che rievoca quel senso di libertà e spensieratezza che questa stagione porta da sempre con sé.

Intervista

QUASI ci ha concesso un’intervista in esclusiva per noi di Musicaetv.it, leggete un po’ come ha risposto alle nostre domande.

1 -Ti sei trasferito a San Diego (Usa) a 19 anni? come mai una scelta così particolare e coraggiosa? E come sono stati i tuoi primi giorni lì?

Ho avuto la fortuna di conoscere San Diego dopo essermi diplomato, ci ho trascorso un paio di mesi d’estate per poi tornarci a vivere circa un anno dopo. Rimasi affascinato dal clima e dall’ambiente che solitamente ero abituato a vedere insieme ad i miei amici solamente in televisione, in particolar modo però iniziai a notare la profonda convinzione della gente del luogo nel credere che “se vuoi puoi”!

Che si parlasse di musica, di lavoro, di far diventare la musica il proprio lavoro, o di studio, ecc…, questa affermazione era sempre presente!

Inizialmente credevo fosse solo una facciata, una sorta di perbenismo unito ad una certa autoconvinzione di poter fare grandi cose solo per non vedere la realtà; tuttavia in breve tempo notai che negli Stati Uniti era davvero pressoché tutto raggiungibile con impegno, e credo che questa sia una sostanziale differenza con il nostro amatissimo paese.

So che quanto detto potrebbe essere inteso come una massima generalizzata ma potrei scrivere pagine su pagine sulle motivazioni che mi spingono ad affermarlo, tuttavia vi riporto un banalissimo aneddoto che mi fece capire la differenza sostanziale tra San Diego e Roma per un artista emergente in quel periodo:

Ho sempre adorato andare a sentire artisti emergenti in pub e bar in entrambe le parti del globo, tuttavia i feedback delle persone all’interno dei bar americani nei confronti dell’artista che aveva appena suonato erano incredibili se paragonati ai timidi applausi e qualche singolo urlo proveniente dalla stretta cerchia di amici del cantante romano nel proprio pub di fiducia con lo zio che acquista il disco per pura pietà: a San Diego vedevo gente qualunque che acquistava gadget dell’artista per supportarlo, a fine concerto si creava la fila fuori dal locale per comprare i dischi delle canzoni appena ascoltate dal vivo…e tutto questo per un emergente! insomma, un cantante sconosciuto!

Ovviamente c’era comunque di base un artista valido, ma non necessariamente un fenomeno; in ogni caso, credo sia sintomo di una società che individualmente da valore a ciò che ritiene personalmente valido , senza necessariamente aspettare che una folla di persone confermi con forza la validità della propria opinione in merito a quell’artista.

2 – Nel 2014 decidi di tornare in Italia, cosa ti ha portato a questa decisione e cosa ti aspettavi dal tuo ritorno in Italia?

Non è stata una scelta facilissima, ma è stata indubbiamente la migliore. Bisogna considerare che l’essere umano non vive solamente di possibilità lavorative… per lo meno non io. Nonostante gli ottimi risultati al college ho sentito il bisogno di “tornare all’ovile”, che nel mio caso sarà pur trafficato, pieno di buche che sembra di stare sulla luna e che se devi chiedere un certificato in comune è meglio che ti fai passare sto bisogno ma… è pur sempre l’ovile! (se non si fosse capito il mio ovile si chiama Roma).

3 – Ti sei rimesso più volte in gioco nella vita cambiando strada, quale sarà il tuo prossimo passo?

Diciamo che il più delle volte in cui ho cambiato strada è accaduto tutto in un arco di tempo ristretto rispetto al periodo di tempo in cui stavo percorrendo la strada principale, dunque si evolve tutto inaspettatamente… avete suggerimenti?

No, per il momento non ne abbiamo caro QUASI. Ma se ne avremo saremo i primi a suggerirteli. Auguriamo a QUASI tutto il meglio per la sua carriera futura.

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